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Dopo grande attesa alla
fine del 1991 venne presentata la Montesa 311, forse un pò in ritardo rispetto le rivali :
Beta, Aprilia e Fantic che avevano già da tempo sperimentato il raffreddamento a liquido le forcelle a
steli rovesciati e per la Beta il telaio in alluminio datato 1989. La 311 usciva con un look sobrio
costituito dalle plastiche color rosso sovrapposte al nuovo telaio in alluminio di tipo delta box composto
da quattro pezzi : il canotto, i due bracci laterali ed il forcellone.
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I vantaggi di un telaio di questo
tipo erano legati principalmente alla aumentata rigidità della ciclistica con conseguente miglior
precisione nella esecuzione delle zone più impegnative, nonché ovviamente ad una riduzione del peso
complessivo. Per contro questo tipo di struttura poteva non essere confacente a vecchie caratteristiche di
guida che i telai in acciaio potevano soddisfare maggiormente.
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Il motore non aveva potenze
esuberanti, ma godeva di una coppia ben sfruttabile ai bassi regimi. La struttura molto inclinata del
telaio rendeva l’accesso al motore molto complesso, per cui la manutenzione era possibile solo asportando
ciò che lo circondava.
La Spagnola/Giapponese Montesa 311 aveva comunque soddisfatto gli appassionati di “marca” che da tempo attendevano una nuova generazione di moto all’altezza delle rivali del momento. |
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Dati
Tecnici:
motore monocilindrico 2 tempi raffreddato ad acqua, cilindrata 258cc, alesaggio e corsa 74x60mm, rapporto di compressione 10:1 carburatore Dellorto PHBH26CD, cambio a sei marce, sospensione anteriore a steli rovesciati diametro 35mm corsa 170mm, posteriore sistema progressivo PRS2 con monoammortizzatore centrale DUOSHOCK regolabile, peso complessivo 85kg. |
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