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Nella storia della regolarità uno
dei nomi più importanti, nel campo delle “moto special” è sicuramente quello dei fratelli Luigi e Piero
Frigerio. La storia ebbe inizio con il padre, Ercole, che lavorava fin da giovanissimo alla Gilera, la
passione e l’esperienza acquisita negli anni gli permisero nel 1950 di aprire una concessionaria di
motociclette Gilera a Treviglio.
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Oltre ad essere un ottimo
meccanico, Ercole si cimentava in gare di sidecar e fu proprio in una gara nel mondiale a Brengarten che
perse la vita in seguito ad un incidente. Nonostante la grande perdita la famiglia Frigerio non abbandonò
l’attività e alcuni anni dopo, Luigi cominciò a cimentarsi nelle gare di regolarità che lo portarono a
realizzare le prime elaborazioni sulle motociclette. La passione per la preparazione di moto da gara gli
impose di abbandonare le competizioni per dedicarsi esclusivamente alla realizzazione di “special” sempre
più performanti.
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Successivamente si creò un
accordo tra i Frigerio e la Gilera che cominciò a fornirgli elementi originali da modificare. Nei primi
anni 60 nascevano così le Gilera-Frigerio nelle cilindrate 100-125-175-206 e 230 c.c. che vennero
utilizzate con successo da piloti come Gritti, Masserini, Vergani, Ambrogetti e tanti altri.
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Il connubio Gilera Frigerio durò
fino alla fine degli anni 60 quando la Gilera entrò a far parte del gruppo Piaggio, questo portò ad una
nuova politica aziendale ed allo scioglimento della collaborazione. In seguito a questi fatti i fratelli
Luigi e Piero spostarono il loro interesse sui motori due tempi che cominciavano a spadroneggiare sui
campi di gara . Iniziò così una collaborazione nuova con la Puch che ben presto portò alla creazione di
nuove moto e ad una squadra corse che conquistò i titoli nella regolarità con Gritti nella 125 e Gualdi
nella 175.
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I fratelli Frigerio divennero
veri e propri costruttori nel 1974 quando la Puch decise di togliersi dalle competizioni, a quel punto
continuarono a produrre sotto il medesimo marchio motociclette da loro interamente realizzate tranne i
motori prodotti dalla Rotax.
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Il loro successo proseguì tanto
che nel 77 la Racing Motors dei fratelli Frigerio si trasferì in una sede più grande che gli permise di
produrre nel 1980 circa 2000 veicoli da competizione.
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Oggi i fratelli Frigerio
si occupano del restauro delle loro mitiche motociclette molto ambite dai collezionisti.
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